Inserito da: Webmaster | 18 Giugno, 2009

Conservazione delle barche d’epoca (2)

18/06/2009 :: Per completezza di informazione pubblichiamo la risposta dell’Assessore Mara Rumiz alle osservazioni (?) sul modo di conservazione delle barche d’epoca della collezione Arzanà.

Destinatari:
Avv. Giorgio Suppiej
Dott. Giovanni Caniato
Associazione Arzanà
Associazione El Felze
Parco della Laguna
Associazioni del remo e della voga

Oggetto: collezione reperti navali dell’Arzanà.
Come sapete, si sta cercando di trovare una soluzione al problema della tutela della collezione di barche storiche di proprietà di codesta Associazione. Non è pensabile, infatti, che la questione venga sempre affrontata in stato di emergenza, per trovare un ricovero provvisorio a barche accatastate. Né si può ragionevolmente pensare che questa Amministrazione blocchi progetti di restauro indispensabili alla tutela del patrimonio architettonico e utili alla città. Ricordo, infatti, che i reperti non hanno mai avuto una sede appropriata, ma, di volta in volta, sono stati ospitati, accatastati, in luoghi impropri: prima a Sacca Sessola, poi ai Magazzini del Sale (fino all’avvio dei restauri), poi alla Scuola Grande della Misericordia (fino all’avvio della gestione da parte della Società a cui, in seguito a procedura di project-financing, la Scuola è stata concessa). Ora, non avendo altre sedi a disposizione, si è deciso di trasferire tali imbarcazioni a Ca’ Bianca, al Lido, presso la Società Remiera. Si è provveduto a posizionare paillettes al di sotto delle stesse e a ricoprirle con telo di nylon, al di sotto del quale è stato inserito uno strato di tessuto-non-tessuto per proteggerle dal sole. Tale collocazione non può che essere temporanea.

Ritengo, però, che la ricerca di una sede non possa essere problema della sola Amministrazione Comunale che ha sempre dato piena disponibilità a collaborare con l’Arzanà (prova ne sia l’ospitalità offerta finora) e che ha anche cercato di sensibilizzare altri enti. Purtroppo, nei giorni scorsi è giunta la lettera dell’Ammiraglio Comandante dell’Istituto Studi Militari che risponde negativamente alla mia richiesta di ospitare le barche all’Arsenale. Credo, infatti, che proprio l’Arsenale rappresenti la sede ideale per tale collezione; sede che, peraltro, darebbe continuità al Museo Navale.

Penso che l’obiettivo da porre sia quello di un’adeguata valorizzazione della collezione delle barche storiche veneziane e non solo quello di una loro conservazione passiva in situazione di accatastamento. Bisognerebbe predisporre un progetto per il restauro e per la piena valorizzazione di quello che, indubbiamente, rappresenta un patrimonio etnografico della nostra laguna.

Su tale progetto non dovrebbe essere difficile ottenere dei finanziamenti regionali (valorizzazione dell’identità veneta e sostegno all’artigianato tradizionale) o europei. Sono, dunque, a proporre a voi e alle associazioni legate alla difesa della laguna e della sua storia un salto in avanti: sono certa che un progetto vero potrebbe trovare l’interesse e la disponibilità di molti.

Resto a disposizione per cercare insieme soluzioni che consentano di salvaguardare e valorizzare la Vostra collezione.  Cordiali saluti.

(ndr): Nel testo si fa riferimento a paillettes posizionate sotto le barche. E’ ragionevole pensare si tratti di un refuso e che si intendesse invece pallets (bancali).

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